"LA LENGUE"
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"ACQUAVIVA DISCUTE (?)"
A volte mi affaccio al vostro sito e noto il nobile tentativo da parte dei redattori di coinvolgere i visitatori a esternare una opinione, a tentare un confronto su alcuni temi più o meno importanti della nostra vita cittadina. Dal marzo 2007 avete “lanciato” alcuni argomenti senz'altro interessanti e degni di attenzione che, tranne qualche sporadico intervento, non hanno avuto,a mio avviso, l'interesse che meritavano. Tralascio l'argomento Disagio Giovanile, importantissima ma complessa questione; il parlarne necessita di speciali competenze tecniche sicuramente non alla portata di tutti. L'argomento “Proloco” però, dovrebbe essere più o meno alla portata di tutti. Circa “La rotonda sul mare”, mentre in paese c'è un mugugno generale, nessuno a viso aperto prende posizione e denuncia formalmente il dissenso. “Ex palazzo delle monache”: l'utilizzo di questa struttura dovrebbe stare a cuore un po' a tutti invece... niente! Su “La cerqua”, una storica quercia abbattuta (e non è l'unica), totale indifferenza. Nuovo argomento “Viabilità” proposto da Diabolik.Per essere un diavolo fa alcune argomentazioni sensate... be' la viabilità, le strade, la mancanza dei marciapiedi, la carente illuminazione pubblica, tutto è sotto gli occhi di tutti. Ha ragione il “diavolo” quando ci ricorda che: “ho scritto sul vostro sito non per cercare risposte, ma per condividere il problema, per innescare un dibattito e per raccogliere le opinioni e i suggerimenti che vengono dagli acquavivani “ Che fare? Be' secondo me la prima cosa da fare è parlarne, è farsi carico dei problemi ciascuno con le proprie capacità e competenze. Sentire i problemi di tutti come problema di ciascuno e il problema di ciascuno come problema di tutti. Quello che manca, forse, è proprio la condivisione, è l'essere e sentirsi comunità. Certo in tutto questo si ravvisa una parte di responsabilità degli amministratori, vuoi per inadeguatezza, o vuoi per pigrizia, ma non da meno siamo esenti noi amministrati, che per altrettanta pigrizia e quieto vivere, non sappiamo, o vogliamo prenderci quegli spazi di partecipazione che in uno stato democratico ci spettano di diritto e se non concessi vanno reclamati con forza e usati a dovere. Ovviamente la partecipazione è un diritto ma presuppone anche dei costi quali quello di esporsi, quello dell'impegno, il rifiutare qualsiasi possibile vantaggio omertoso.I problemi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, più o meno risolvibili: il guaio è l'apatia, la rassegnazione, l'assenza della voglia di provarci. Il disagio che si avverte, è questo sentirsi immersi in un “pantano sociale”. Gli acquavivani dovrebbero ritrovare il gusto della partecipazione, dello stare insieme, di confrontarsi; solo così, forse, si rende un servizio alla collettività per vivere tutti e ciascuno in modo migliore. Non importa come o dove, ogni luogo, ogni spazio, sia esso un sito web, una sala, una piazza può essere un posto giusto, l'importante è parlarsi, magari confrontarsi anche in modo acceso. E' sempre meglio del “pantano”.
Un saluto. Paolo
indirizzo di posta elettronica: acquaviva1799@virgilio.it