"LA LENGUE"

"GIUNTA INFRICCIOLI: E' CRISI?"
In questo ultimo periodo la stampa locale ha ampiamente parlato del rimpasto della Giunta Infriccioli. Abbiamo letto delle dimissioni di due Assessori, Fugenzi Roberto e Giambartolomei Anna Rita, due elementi cardine dell'Aministrazione Comunale, sia nel primo che nel secondo mandato elettorale; abbiamo letto le motivazioni addotte dall'Assessore Fulgenzi (la Gianbartolomei, per quanto ci risulta, ha mantenuto uno stretto riserbo); abbiamo preso atto delle dichiarazioni e delle iniziative programmate dai "nuovi" assessori; abbiamo letto interviste di esponenti della minoranza consiliare, nonché di esponenti di primo piano del Partito Democratico che, "in teoria", dovrebbe porsi quale alternativa a questa Giunta dichiaratamente di destra. Da qualche tempo, il batti e ribatti si è fermato ed allora ci sembra opportuno svolgere alcune considerazioni sull'accaduto e, soprattutto, su ciò che il futuro riserva all'amministrazione del Paese. Cosa cova sotto la cenere? Quali sono i motivi di un allargamento (non potenziamento) degli assessorati e del ritorno "in prima linea" del neo assessore Andrea Infriccioli, che, pur rivestendo la carica di capo-gruppo, ha più volte espresso pubblicamente il suo dissenso dalle posizioni della maggioranza cui apparteneva? L'ottimismo manifestato dal Sindaco Tarcisio Infriccioli in occasione del recente, corposo rimpasto ci appare fuor di luogo a meno che non si voglia vedere solo un aspetto della medaglia: quello di mantenere in vita il potere per il potere in un'amministrazione asfittica che, in oltre sette anni, fra il primo ed il secondo mandato, ha brillato solo per inefficienza. Ebbene, oggi la squadra che ci governa (?) è composta da più "generali", i sei assessori, che da "soldati semplici", i restanti consiglieri di maggioranza e, per chi predica continuamente che non ci sono soldi nelle casse comunali, é un bel risultato: due assessori in più costano circa 8.500 euro l'anno che, pur se poco, potrebbero comunque essere utilizzati per scopi più proficui. Se lo si riteneva necessario, potevano essere concesse delle deleghe specifiche che non sarebbero costate nulla. L'ex assessore Fulgenzi ha dichiarato che non farà nulla per far cadere l'Amministrazione. Rispettiamo la sua decisione ma non la condividiamo. Ancora tre anni con questa amministrazione ed il paese andrà definitivamente a rotoli. L'ex assessore Giambartolomei dovrebbe almeno far conoscere le motivazioni che l'hanno spinta alle dimissioni: chi l'ha votate avrebbe diritto di saperne qualcosa in più. Il dinamismo (?) del nuovo assessore Infriccioli oscura l'operato dei colleghi di Giunta che, dopo il rimpasto, sembrano essersi volatilizzati (forse è troppo presto per dare un giudizio, almeno sui neo-premiati). Il gruppo consiliare di minoranza continua ad invocare "elezioni subito" ed, almeno in questo, concordiamo. Esponenti del PD, anziché preoccuparsi per il futuro, almeno per quanto ne sappiamo, rilasciano dichiarazioni non proprio corrette, parlando del passato (che non macina più). Hanno affermato che, nelle ultime elezioni vi erano due candidati sindaci per l'opposizione. Precisiamo: si è fatto un "ballottaggio" fra due nominativi (uno era l'attuale capo gruppo di minoranza). L'impegno assunto dai due "contendenti" era questo: chi, fra i due, non sarà, scelto come candidato sindaco, garantirà comunque la sua partecipazione alla competizione elettorale ed il suo apporto alla lista civica. La scelta cadde sul nome della Straccia e, nella lista civica "PROGETTO PER ACQUAVIVA", sparì il nome del suo competitore. La crisi, almeno per il momento, è stata evitata ma a quale prezzo? e quali sono le prospettive future? Su questo tema vorremmo che si incentrasse il dibattito.
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