"LA LENGUE"
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"PALAZZO DELLE MONACHE"
LA STORIA: affinché sia nota a colore che desiderano conoscerla, la riepiloghiamo brevemente. Le indicazioni vengono riprese dall'orazione funebre, in memoria dell'ing. DOMENICO ROSSI PANELLI, resa da don Domenico Gaetani nel lontano 25 maggio 1887. L'immobile di cui si parla, è il bellissimo Palazzo che insiste sulla Piazzetta del Colle. Esso, nel tempo, è stato utilizzato come Ospedale, come ricovero per i poveri e gli anziani, come asilo, come "scuola professionale" per le giovani del paese. La cura di tutte queste attività, compresa quella infermieristica, è stata affidata, da sempre, alla congregazione delle Suore di Sant'Anna, che hanno lasciato Acquaviva nel 2002. Il Palazzo come fu acquistato e destinato a tali scopi benefici, in favore della popolazione di Acquaviva? L'iniziativa parte da lontano, da un testamento del 1787, con il quale Don Paolo Assalti lasciava, alla Confraternita del SS Sacramento, quasi tutti i suoi beni per la costruzione di un Ospedale. Sua Nipote Maria Assalti, nel 1818 contribuiva a simile intenzione, mettendo a disposizione della stessa Confraternita una casa di sua proprietà, sita in contrada Terranova. Altri benefattori, quali Stefano Spunta, ideatore di un Monte Frumentario (1717) e Filippo dei Conti Neroni (1776) avevano disposto lasciti e benefici, in favore dei poveri. Tutte queste meritevoli iniziative, che si disperdevano in mille rivoli non produttivi, furono prese in mano dall'ing. Domenico Rossi Panelli, nominato Presidente della Congregazione di Carità con R. Decreto del 30 novembre 1861. Questo illustre personaggio, intervenendo finanziariamente anche in proprio, riuscì a mettere a frutto i lasciti avuti dalla Congregazione, alienò la casa in contrada Terranova e acquisì al patrimonio della stessa il palazzo "de qua", acquistandone una parte dalla famiglia Crivellucci, al prezzo di lire duemilatrecento, ed il resto, con una cessione a titolo gratuito da parte di Monsignor D. Luigi Guidi. Per l'acquisto degli arredi e quant'altro occorrente per l'apertura dell'Ospedale, avvenuta nel 1880, il Rossi Panelli fu aiutato economicamente dal sig. Luigi Sciarra e dalle questue effettuate in loco. Nello stesso immobile, nel volgere di pochi anni, vennero ospitati l'asilo infantile, una scuola femminile ed i poveri vecchi cronici. Nel 1886, con un provvedimento del Governo del Re, quell' amministrazione fu riconosciuta come Ente Morale. Note sono le vicende più vicine nel tempo. In base ad una legge dello Stato Italiano (anno 2000 circa) i beni delle I.P.A.B. furono trasferiti ai Comuni. Di lì a poco (anno 2002 circa) le Suore di Sant'Anna lasciarono Acquaviva Picena e chiesti ed ottenuti fondi pubblici per circa 2 MILIARDI di vecchie lire, l'immobile è stato integralmente ristrutturato.
L'ATTUALITA': ci sono voluti una decina di anni per portare a termine l'opera di ristrutturazione del palazzo (chissà perché); le amministrazioni comunali succedutesi nel tempo, spesso interpellate sul riutilizzo di quella struttura, hanno sempre tergiversato nel fornire una risposta esauriente, trincerandosi dietro "..noi sappiamo cosa fare...". Finalmente, l'antivigilia di Natale, è stata foriera di novità. Con avvisi, per la verità non troppo pubblicizzati, si è indetta una pubblica assemblea per discutere ed avere pareri e suggerimenti sull'utilizzo del c.d. Palazzo delle Monache. Voci, vocianti facevano circolare ipotesi non adeguate alla struttura né allo scopo per cui si erano ottenuti fondi pubblici per la sua sistemazione. Le cose non sono andate così: si deve dare atto all'Assessore Giambartolomei, di aver illustrato un'idea condivisibile, finalizzata alla realizzazione di una struttura ricettiva per anziani e, quindi, in linea con ciò che si attendeva la cittadinanza acquavivana. Sono stati (finalmente!!) forniti dettagli su come l'immobile è stato ristrutturato e, cosa molto importante, si è illustrato un piano finanziario relativo progetto ipotizzato. Tutto perfettibile, tutto migliorabile, ma almeno ci si è calati nella realtà. Numerosi sono stati gli interventi ed approfondita è risultata la discussione. Ci si è lasciati intorno alle ore 20, con l'impegno ad indire una nuova riunione che, si spera, sia ancora più partecipata, in attesa della quale l'amministrazione comunale ha assunto l'impegno di verificare: A) se l'immobile, anche se parzialmente, potrà essere adibito a scopi diversi (affitto di alcuni locali) da quelli per il quale ha ottenuto finanziamenti pubblici. Dai più, infatti, si è ritenuto, che l'utilizzo di fondi pubblici per un tipo di progetto (assistenza) vincoli l'utilizzo dell'immobile a quello scopo esclusivo; B) verifichi se l'attuale Congregazione della Suore che operano sul territorio possano assumere per intero, e non solo per l'assistenza infermieristica, l'onere di gestire l'intera struttura dedicata all'assistenza agli anziani.
Per quanto concerne l'utilizzo dell'immobile, dopo essere entrati nel dettagli del piano finanziario, anche al fine di limitare i costi complessivi che faranno carico sull'amministrazione comunale, si è fermamente invitata l'Amministrazione a riportare, nello stesso palazzo, le classi dell'asilo infantile, oggi dislocate in altro immobile. I motivi di tale pressante suggerimento vanno ritrovati in: 1) possibilità di utilizzare locali mensa igienicamente adeguati da parte di tutto il plesso scolastico comprensivo, eliminando le relative spese di trasporto; 2) immediata messa in funzione della struttura che, dovendo sostenere costi di utilizzo per l'accoglienza agli anziani, con poco in più riuscirebbe ad ospitare anche l'asilo, eliminando le spese di gestione degli attuali locali adibiti al medesimo scopo; locali che risulterebbero disponibili per ulteriori e diverse scelte che l'amministrazione comunale potrebbe effettuare; 3) riutilizzare il Palazzo delle Monache per gli scopi per i quali i nostri Padri Benefattori avevano lavorato, impegnando anche le finanze delle proprie famiglie e della popolazione acquavivana.