"LA LENGUE"
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"VIABILITA'"
All'attenzione della direzione del circolo culturale.
mi presento: sono un ragazzo giovane che abita ad Acquaviva Picena. Ho letto le
vostre discussioni su alcune problematiche del nostro caro paese. Vorrei
proporre una nuova discussione.
Quando si nasce e si abita in un paese si tendono a considerare alcuni limiti o
difetti quasi come un qualcosa di naturale e di immodificabile, o nella
peggiore delle ipotesi neanche vi si fa caso a tali problemi. Ma quando ci si
allontana un attimo dal paese alcuni aspetti saltano all'occhio e risultano
addirittura
assurdi. Probabilmente il mio problema andrebbe presentato all'amministrazione
comunale, ma prima di farlo volevo condividerlo con l'opinione pubblica ed ho
pensato che il vostro sito potesse offrirmene
l'opportunità.
Una delle strade più percorse del paese è via S. Francesco, vale a dire la via
che dal cimitero sale fino alla banca delle Marche o per i nostalgici sale fino
a Maria la piattara. E' una strada che "arranca" in paese e copre un dislivello
considerevole. In passato è stata realizzata una variante che permette di
evitare il
centro del paese passando sotto di esso. In questo modo sicuramente parte del
traffico è stato smaltito evitando la congestione di via Leopardi.
Ma tornando alla nostra via S. Francesco, di fatto questa resta l'unica che
permette la comunicazione più veloce tra i quartieri che crescono verso San
Benedetto e il centro del paese e i servizi qui presenti. Cito ad esempio il
comune, la chiesa, i servizi commerciali, la farmacia e le scuole.
In effetti vorrei far notare una cosa:
raggiungere le scuole con un mezzo richiede di passare per via boreale, e
quindi in questo senso la variante che passa sotto il paese può essere percorsa
senza allungare di molto il tragitto. Ma per raggiungere le scuole a piedi dai
quartieri sotto il cimitero la via più corta è via S.Francesco.
Purtroppo il piano urbanistico del nostro paese sta vedendo un dilatazione
delle zone residenziali verso il
confine con il comune di S. Benedetto, configurando sempre più il nostro paese
come un quartiere dormitorio della cittadina balneare. Ma di questo non do la
colpa alle amministrazioni comunali che si sono
succedute: purtroppo la nostra "dormitorizzazione" è un processo irreversibile
e inevitabile, al quale si può resistere solo con una forte dose di identità
culturale e sociale. E qui l'amministrazione può intervenire, in seguito
suggerirò un'ipotesi per limitare il fenomeno senza sacrificare le
lottizzazioni e le costruzioni, e quindi senza limitare la crescita demografica
del paese.
Un comune piccolo come il nostro è interamente percorribile a piedi. Certo ci
sono dislivelli notevoli, ma tutto va a vantaggio della nostra salute. I
bambini che dai quartieri sotto il cimitero volessero andare a piedi a scuola
devono percorrere per forza via S. Francesco. Una via priva di marciapiedi.
Questo è il problema che volevo discutere: vi sembra anche solo "razionale" che
i bambini debbano essere costretti a passare a piedi dentro la strada,
usualmente percorsa a notevoli velocità dalle macchine per via della notevole
pendenza della stessa? Nessuno mai si sarà fermato a pensare del rischio a cui
vanno incontro questi bambini?
Non sarebbe meglio pensare ad una soluzione che eviti l'irreparabile? Non
sarebbe meglio prevenire piuttosto che curare?
Se io fossi l'assessore alla cultura o alla formazione (insomma quello che si
occupa delle scuole) proporrei due cose:
1) limitare l'uso degli scuolabus ai bambini che abitano in campagna e
convincere le famiglie che abitano in paese a far andare a piedi i loro bambini
a scuola ovviamente realizzando strutture adeguate per permetterlo;
2) realizzare un sistema pedonale, un marciapiede o qualsiasi altra struttura
in via S. Francesco così da permettere che i bambini possano andare a piedi in
tutta sicurezza a scuola.
Forse vi chiederete cosa mi spinge ad essere così "cattivo" con i bambini che
abitano in paese a
tal punto da volerli escludere dal servizio scuolabus e farli andare a piedi.
Vi addurrò alcune delle tante motivazioni:
1) in questo modo si può ridurre il numero di scuolabus e risparmiare di questi
tempi non fa mai male;
2) è scientificamente provato che il tasso di obesità infantile, grave piaga
del nostro mondo occidentale, è maggiore nei paesi o nelle città in cui bambini
raggiungono la scuola prevalentemente attraverso mezzi pubblici o privati,
mentre è minore nei paesi in cui i bambini vanno a scuola prevalentemente a
piedi o in
bicicletta;
3) il nostro paesino è una realtà ancora tranquilla e sicura quindi non vi sono
grossi rischi nel mandare da soli i bambini a scuola;
4) il nostro paesino sicuramente non soffre di smog o inquinamento quindi i
bambini non vengono esposti a micropolveri e quant’altro se vanno a piedi a
scuola;
5) percorrendo la strada che li porta a scuola tutti i giorni, i bambini hanno
il tempo di guardare il paese, hanno il modo di vivere il paese e di crescere
sentendosi acquavivani piuttosto che sanbenedettesi.
Ovviamente il comune deve realizzare una condizione importante: fare in modo che
le famiglie mandino i loro figli a scuola ad Acquaviva e non a S. Benedetto
(cosa che li fa sentire più "fichi") migliorando l'offerta
scolastica in termini di qualità, fermo restando che io ho fatto le scuole ad
Acquaviva ed ho ricevuto un'educazione cento volte migliore di ragazzi che hanno
fatto le scuole a San Benedetto, per esempio alle Sacconi (il top
dell'istruzione primaria della riviera e dintorni nell'immaginario collettivo).
Concludo riassumendo i due punti focali del mio intervento:
1) Realizzare un marciapiede in via S.Francesco anche a costo di doverla
trasformare in una strada a senso unico;
2) Far in modo che la famiglie che abitano in Acquaviva mandino i loro figli a
scuola in Acquaviva per combattere e limitare la trasformazione del nostro
vivace paesino in un quartiere dormitorio spento.
Vi ricordo che ho scritto sul vostro sito non per cercare risposte, ma per
condividere il problema, per innescare un dibattito e per raccogliere le
opinioni e i suggerimenti che vengono dagli acquavivani che frequentano il web.
Se la mia proposta raccoglierà consensi, contestazioni o suggerimenti di
revisione, allora vorrà dire che il problema sta a cuore agli acquavivani e la
proposta potrà essere inoltrata all'amministrazione.
Altrimenti vorrà dire che il problema è visto come insignificante e dunque non
avrà senso comunicarlo all'amministrazione comunale.
Grazie per l'attenzione
Diabolik.g